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  1. Condivido con quanto scritto da Angelo Salento su Luciano Gallino e la sua battaglia contro il neoliberismo. aggiungerei da professore di Pianificazione del territorio che il danno è divenuto ancora più evidente dagli anni 80 in poi anche negli effetti territoriali di un’urbanizzazione diffusa e in molte aree del mondo abusiva per necessità (le favelas), di frammentazione degli ambienti naturali, nella sistematica rapina delle risorse naturali in qualunque parte del mondo fossero presenti e soprattutto nei Paesi sottosviluppati e in quelli in via di sviluppo. Anzichè consolidare e sviluppare meglio le esperienze fatte in Europa e negli Stati Uniti ma anche negli ex paesi comunisti (Russia e Cina) per arrivare a integrare nella pianificazionee programmazione del territorio anche gli aspetti ambientali e socio-economici, la rivalutazione del progetto d’architettura, l’abbandono delle esperienze di programmazione istituzionale, la progressiva riduzione degli interventi statali e del welfare (nel decennio successivo), la perdita di qualità dei servizi e del significato di bene comune, sulla spinta all’individualismo, all’arricchimento personale o di casta, hanno condotto alla situazione attuale. Le rendite di posizione, di accumulazione, partendo da quella originaria coè quella fondiaria che da agricola, divenne urbana e poi finanziaria hanno sempre più permesso l’infiltrazione della malavita organizzata nel sistema economico, in quello sociale e poi anche al livello politico. La corruzione e i diversi conflitti d’interesse hanno oggi permeato la società non più come corpi esterni ai luoghi del potere ma integrati in forma sistemica a questi riuscendo anche a condizionare la politica.

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