La Grecia ritorna all’inizio dell’Ottocento: 13 ore di lavoro giornaliere
Il 15 ottobre il parlamento greco ha approvato la legge, presentata dal governo di destra di Nea Dimokratia, che porta la durata dell’orario di lavoro a 13 ore […]
Il 15 ottobre il parlamento greco ha approvato la legge, presentata dal governo di destra di Nea Dimokratia, che porta la durata dell’orario di lavoro a 13 ore […]
L’industria globale dei semiconduttori è attualmente al centro di una profonda trasformazione strutturale, l’intento è quello di rendere l’intera catena del valore globale più resiliente in risposta a fattori interni, come l’impetuosa ascesa dell’intelligenza artificiale, ed esterni al mercato, come l’affermazione di un nuovo paradigma geopolitico che pone la sicurezza economica e la sovranità tecnologica al vertice delle agende governative.
Il presente articolo, aggiornato con i dati e gli eventi più recenti del periodo 2024-2025, analizza questo scenario di riconfigurazione. L’analisi aggiornata rivela che il mercato globale ha superato le previsioni, proiettandosi verso il superamento dei 700 miliardi nel 2025, una crescita quasi interamente sostenuta dalla domanda di IA. Sul fronte dell’offerta di mercato, il panorama competitivo dei grandi player è stato conseguentemente ridefinito e alcuni comparti dell’industria stanno assumendo una centralità per la crescita del settore. Le politiche industriali avviate dai paesi maggiormente coinvolti nella catena del valore, stanno generando effetti tangibili, anche a supporto degli investimenti privati in corso su scala globale, che perseguono l’obiettivo della diversificazione e del rafforzamento delle capacità in segmenti e geografie chiave. Queste iniziative pubbliche e private sono inserite in uno scenario di competizione geopolitica che sta mettendo a dura prova il modello di interdipendenza globale, caratterizzante il settore per decenni, e lo sviluppo tecnologico globale. Infine, l’aggravarsi di vulnerabilità intrinseche all’ecosistema high-tech globale rappresenta, forse, il vero limite alla costruzione di una piena resilienza dell’industria dei semiconduttori. Tra queste la principale è la carenza di talenti che potrebbe rappresentare il principale freno operativo alla massiccia ondata di investimenti in nuovi impianti di produzione.
Secondo l’accordo siglato all’Aja il 24 giugno 2025, i paesi aderenti alla NATO (tranne la Spagna a cui è stata concessa maggiore flessibilità) sono obbligati ad aumentare le loro spese militari fino al 5% del PIL entro il 2035, ammontare suddiviso in due componenti: 3,5% destinato alla “difesa pura” (ad esempio, armamenti, ricerca e sviluppo), 1,5% destinato a investimenti più ampi nel campo della sicurezza, come la cyber sicurezza e le infrastrutture critiche (reti energetiche, telecomunicazioni). Questa scelta si inserisce nello scenario di una corsa al riarmo generalizzata e caratterizzata dall’esplosione di conflitti di lunga durata. É quindi necessario definire il quadro attuale delle spese militari, non solo tra i paesi aderenti al Patto Atlantico, cercando di evidenziare le caratteristiche dell’attuale corsa al riarmo, anche nel contesto delle scelte politiche compiute dall’Unione Europea e dei conflitti in corso in Ucraina e nel Medio Oriente. Una ricognizione preliminare dei dati, non facilmente reperibili perché dispersi in diverse fonti, è quindi necessaria per fornire un quadro oggettivo della situazione del riarmo (paragrafo 1). Occorre poi capire quali cause economiche e politiche spiegano la corsa al riarmo iniziata un decennio fa, e questo è l’oggetto del secondo paragrafo, che fornisce una rassegna critica di questa nuova fase della politica internazionale. Considerazioni finali concludono il lavoro.
Durante la crisi dei debiti sovrani dell’eurozona, nel 2011, la nozione di spread, inteso come differenza tra il rendimento dei BTP decennali italiani e i Bund tedeschi con analoga scadenza, divenne elemento centrale di attenzione della stampa economica e del dibattito politico nazionale, sollecitando coloro che auspicavano un vincolo esterno per la finanza pubblica italiana a stigmatizzarlo come dimostrazione palese di una percezione di insostenibilità del debito pubblico nazionale da parte dei cosiddetti ‘mercati’.
Considerato il grado di correlazione tra la tutela ambientale e la salute umana, con uno sguardo rivolto al nostro paese, lo studio intende analizzare i diversi aggregati che compongono la spesa sanitaria nazionale nonché l’ammontare delle ripartizioni di suddetta spesa tra le regioni del nord e del centro Sud Italia e come, tale distribuzione, incida sul grado di convergenza tra domanda e offerta e di conseguenza, anche sulla performance del servizio sanitario nazionale. Dai dati raccolti finora, emerge come le attuali condizioni del servizio sanitario italiano rappresentino il risultato di dinamiche economiche congiunturali, nel tempo acutizzate, che hanno determinato lo sviluppo di un servizio sanitario nazionale differenziato tra regioni del nord e del Sud Italia rispetto, ad esempio, al grado di accessibilità o alla qualità del servizio erogato. Tale condizione di disparità non ha fatto altro che incentivare, uno fra tutti, il c.d. fenomeno della migrazione sanitaria che, per l’anno 2023 vale circa 4,6 miliardi di euro, portando i conti economici di alcune regioni in deficit.
The Trump administration’s strategy to reduce the US foreign deficit by imposing tariffs on American imports is creating significant disruptions in the financial markets and in the chancelleries of US allies (former?). An analysis based on the concept of sectoral macroeconomic balances highlights a complex set of contradictions that will hardly allow the Washington government to achieve its declared objectives.
La teoria della polarizzazione tecnologica, proposta dall’economista Daron Acemoglu, esplora l’impatto delle innovazioni tecnologiche sul mercato del lavoro e sulla distribuzione del reddito. Acemoglu distingue tra due categorie principali di tecnologie: sostitutive (come i robot), che rimpiazzano il lavoro umano, e complementari (come l’intelligenza artificiale), che migliorano la produttività dei lavoratori esistenti. Le professioni di livello medio sono particolarmente vulnerabili alla sostituzione tecnologica, poiché spesso eseguono compiti ripetitivi e standardizzati, facilmente automatizzabili.
La riforma del Patto di Stabilità e Crescita (PSC), recentemente approvata dal Parlamento Europeo su proposta della Commissione Europea, arriva a valle di un processo di discussione sull’argomento durato ventisette anni, ossia dal 1997, anno della sua stipula da parte degli Stati membri dell’Unione Europea. L’obiettivo della discussione, finora non raggiunto (o raggiunto con molte criticità), era quello di generare un coordinamento ex-post delle politiche di bilancio, nell’intento di rendere l’Eurozona un’area valutaria ottimale, secondo quanto previsto dalla teoria di Mundell (1961).
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