Ricordo di Ugo Marani

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Political and social notes

Il 12 maggio ci ha lasciato Ugo Marani, membro del Consiglio Scientifico della nostra rivista. Mente con eccezionali capacità di ricerca e di raffinata cultura, persona visionaria e di grande umanità. La redazione di Economia e Politica partecipa al dolore della famiglia e di coloro che, avendo incrociato il suo percorso sia nell’accademia sia fuori, si sentono privi degli stimoli che le sue intuizioni e il suo rigore analitico erano capaci di fornire.

Trasferitosi a Napoli – da Catanzaro dove era nato nel 1948 – per gli studi universitari, si forma alla “Scuola di Portici”, centro fecondo dove la ricerca economica era sempre guidata dall’attenzione verso le dinamiche istituzionali e sociali del nostro Paese e internazionali. Ed è qui che si pongono le fondamenta di quelli che saranno i suoi filoni di ricerca negli anni a venire: il Mezzogiorno, le dinamiche dell’economia italiana e dell’unione monetaria europea all’interno dei complessi scenari internazionali. Le sue linee di ricerca erano caratterizzate da rigore metodologico, attenzione ai fenomeni istituzionali, capacità di collegare dinamiche locali e globali.

Diventato presto Ordinario presso la “Federico II”, contrastava con determinazione la progressiva tendenza dell’accademia a ridurre il ruolo della Politica Economica a mera attività di regolazione dei mercati, convinto com’era che al contrario dovesse fornire una direzione allo sviluppo del paese, alla riduzione dei divari territoriali e alla costruzione di un modello di Unione Europea con una visione strategica.

Numerose sono le sue pubblicazioni sul tema del dualismo territoriale in Italia e sul ruolo del sistema bancario nell’accentuazione delle divergenze, così come sulle interrelazioni perverse – attivate a partire dal divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro nel 1981 – fra debito pubblico e tassi d’interesse. La convinzione che le dinamiche di politica fiscale fossero condizionate dall’azione della Banca Centrale aprì la strada alla critica dell’architettura istituzionale dell’Unione Monetaria Europea, alla rilevazione dei suoi effetti asimmetrici e all’analisi delle conseguenze devastanti delle politiche di austerità.  Consolidò la sua posizione critica presso il Department of Economics della Catholic University of Leuven dove fu Fellow di International Economics. La sua visione ampia, sempre capace di inserire le sue analisi all’interno del contesto internazionale e globale, lo condussero ad individuare gli squilibri della bilancia dei pagamenti come fonte di profonda instabilità economica con potenziali effetti devastanti sugli equilibri politici. Potremmo definirla oggi profetica.

Persona con visioni marcate che contrastavano l’allontanamento dell’accademia dall’analisi delle dinamiche sociali e l’oggettività dell’analisi economica, Ugo Marani è stato capace di fornire strumenti per costruire una visione a chi ha avuto la fortuna di incrociare il suo percorso. Non da ultimo sono da rilevare le sue doti di coraggio nell’affermare posizioni scomode e poco convenzionali sia all’interno del dibattito accademico che pubblico.

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