L’inadeguatezza del Recovery Plan per l’Italia: uno studio pubblicato dalla Review of Political Economy

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Political and social notes

Mentre il Governo Draghi è al lavoro per riscrivere il Piano di Ripresa e Resilienza, l’autorevole rivista scientifica internazionale  Review of Political Economy pubblica anche on line un saggio a firma di Rosa Canelli, Giuseppe Fontana, Riccardo Realfonzo e Marco Veronese Passarella (delle Università del Sannio e di Leeds) secondo cui le risorse previste dal Next Generation EU per l’Italia sono insufficienti per rilanciare il Paese.

Gli autori fondano la loro analisi su un modello “stock e flussi” che, ricostruito l’andamento dell’economia italiana dal 1995 al 2019, sviluppa proiezioni sino al 2025. Si tratta di una articolata metodologia che negli ultimi anni si è affermata nella letteratura internazionale e che rappresenta l’alternativa ai tradizionali modelli previsionali DSGE, utilizzati anche dal Tesoro e dalla Banca d’Italia, che hanno prestato il fianco a molte critiche. L’analisi degli autori per il 2020 è in linea con i più recenti dati presentati dall’Istat e dal Governo; ma le previsioni sugli anni avvenire, tenendo conto dell’impatto delle risorse europee ed anche dell’azione della Banca Centrale Europea, non sono rosee.

L’apparato di tabelle e grafici che correda il lavoro mostra infatti che con le politiche europee attuali l’economia italiana, pur sperimentando un modesto rimbalzo nel 2021, non riuscirà a ritornare al livello del pil del 2019 nemmeno entro il 2025. Inoltre, il rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo, dopo l’incremento di quasi 25 punti registrato nel 2020, proseguirà la sua crescita lungo un sentiero che rischia di rivelarsi non sostenibile nel lungo periodo. Canelli, Fontana, Realfonzo e Veronese Passarella esaminano anche scenari alternativi, chiarendo che un ritorno alle politiche di austerità del non lontano passato peggiorerebbe ulteriormente le condizioni dell’economia italiana. Essi mostrano anche che l’Unione Europea avrebbe gli strumenti per spingere l’economia italiana lungo un sentiero di crescita più significativo e sostenibile nel lungo periodo.

Si tratterebbe però di ridefinire l’intensità e le modalità dell’intervento europeo, aumentando le risorse e prevedendo una modalità di finanziamento che non accresca il debito pubblico del Paese, attraverso l’intervento diretto della Banca Centrale Europea. Dal canto suo, il Governo italiano dovrebbe sforzarsi di spendere tutte le risorse per finanziare nuovi progetti. Gli autori esaminano la praticabilità macroeconomica di queste politiche alternative, mostrando anche l’assenza di un impatto sull’inflazione e le ricadute che esse avrebbero anche in termini di riduzione del rapporto tra debito pubblico e pil.

È possibile scaricare il saggio dal titolo “Are EU Policies Effective to Tackle the Covid-19 Crisis? The Case of Italy” al seguente link: https://www.tandfonline.com/doi/full/10.1080/09538259.2021.1876477

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