Federalismo fiscale: studio di economiaepolitica.it, più tasse per i lavoratori

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Political and social notes

(AGI) – Roma, 28 ott. – Il federalismo e’ destinato a produrre un aumento della pressione fiscale sui lavoratori a reddito fisso. Lo evidenzia uno studio per la rivista economiaepolitica.it dell’economista Domenico Moro, in cui si analizza il decreto legislativo in materia di autonomia di entrata delle regioni a statuto ordinario, approvato recentemente dal Consiglio dei ministri, che si muove sulla strada di una politica fiscale che negli ultimi anni ha visto la riduzione del “numero degli scaglioni dell’Irpef nazionale, le addizionali Irpef regionali e l’aumento della tassazione indiretta, cioe’ sui consumi”.
Secondo lo studio con il federalismo si avra’: “1) Aumento delle tasse, poiche’ il decreto prevede la possibilita’ per le amministrazioni locali di aumentare ancora la tassazione diretta ed e’ falso che i primi due scaglioni di reddito sarebbero stati esentati dall’aumento. L’art. 5, al comma 2, dice che ‘la maggiorazione oltre lo 0,5 per cento non deve comportare aggravio, sino ai primi due scaglioni di reddito’. Se ne ricava che una maggiorazione entro lo 0,5% e’ prevista per tutti. 2) Redistribuzione del reddito nazionale a favore delle imprese.Infatti, la tassa sui redditi da lavoro dipendente, l’Irpef, aumentera’, e’ prevista la riduzione e finanche l’azzeramento dell’Irap, che per altro non e’ propriamente definibile una tassa, ma rappresenta una parte del salario, quella ‘indiretta’, pagata in servizi pubblici. 3)Riduzione della progressivita’ della tassazione. Col federalismo fiscale aumentera’ l’importanza dell’Iva e delle altre imposte indirette, come l’accisa sulla benzina e la tassa automobilistica, perche’ queste dovranno compensare la soppressione dei trasferimenti dello Stato centrale alle Regioni”.
In questo modo, conclude lo studio di economiaepolitica.it: “Aumentera’ il gap tra salari e profitti; aumentera’ il gap tra regioni del Sud e del Nord; la sanita’ pubblica sara’ gravemente ridotta. Ci sara’, dunque, una spinta a diminuire le tasse alle imprese e si compensera’ il taglio alle aziende con la riduzione dei servizi e/o con l’aumento dell’addizionale Irpef e delle tasse sui consumi, anche perche’ il taglio dell’Irap e’ a carico esclusivo delle Regioni”. (AGI)