Ridurre il costo del lavoro per rilanciare l’economia: una ricetta sbagliata

La letteratura economica prevalente insiste sulla riduzione del costo del lavoro come strumento di crescita e competitività. Questo lavoro ribalta questa concezione analizzando il caso italiano dagli anni ’60 ai nostri giorni. Sostiene infatti – supportato da un’analisi empirica che tiene conto delle dinamiche del sistema economico nel lungo periodo – che, al contrario, la continua riduzione del costo del lavoro ha fornito alle imprese un ampio bacino di lavoratori sottopagati, ha disincentivato investimenti e riorganizzazioni produttive e favorito la diffusione di attività a basso valore aggiunto, contribuendo al declino di crescita e produttività del Paese.

Il Circuito Imperialista e la Riproduzione delle Disuguaglianze tra Paesi

Le teorie economiche prevalenti hanno generalmente liquidato il militarismo come una ricerca irrazionale di rendite che distorce l’efficienza dei mercati, oppure si sono concentrate sul suo impatto sulla performance economica interna. Entrambe queste prospettive, tuttavia, trascurano la dinamica di reciproco rafforzamento tra la potenza militare e la riproduzione delle asimmetrie economiche globali. Questo articolo introduce invece quello che chiamiamo il circuito imperialista, dove il predominio tecnologico e finanziario fornisce il fondamento del predominio militare, che è determinante per riprodurre la divisione globale del lavoro che sostiene il medesimo predominio tecnologico e finanziario. Empiricamente, utilizziamo un modello markoviano a variabili nascoste per raggruppare dinamicamente dati panel nazionali (1988-2023), identificando una struttura gerarchica rigida, in cui alla stabilità del Centro imperialista corrisponde l’esistenza di una Periferia impoverita e una limitata mobilità ascendente dalla Semiperiferia. La convalida empirica del ruolo del militarismo quale strumento di soppressione dello sviluppo nella Periferia può orientare la progettazione di politiche volte a contrastare la dipendenza tecnologico-militare dei paesi meno sviluppati, riducendo in ultima analisi le disuguaglianze globali.

Il PNRR e gli strumenti per le politiche economiche

Il volume Il PNRR dell’Italia. Metodi e strumenti per politiche economiche possibili, a cura di Pierciro Galeone e Walter Tortorella (Carocci 2026), con la Presentazione del Presidente dell’ANCI Gaetano Manfredi e la Prefazione del Presidente della Fondazione IFEL Alessandro Canelli, si colloca in un punto interessante (e scomodo) del ciclo di vita del PNRR: abbastanza tardi da poter parlare di architettura istituzionale e meccanismi attuativi con evidenze concrete, ma ancora troppo presto per una valutazione seria degli impatti.

L’impatto della politica monetaria sugli investimenti residenziali

Gli ultimi decenni hanno visto l’alternarsi di vari cicli di politica monetaria, dalla fase fortemente espansiva a seguito della crisi del 2008, alla fase restrittiva a seguito del periodo inflattivo post-pandemico. Gli effetti di queste politiche non sempre hanno soddisfatto le aspettative dei policymaker, aprendo un dibattito sull’efficacia delle stesse. Studi diversi, condotti da differenti prospettive teoriche, hanno evidenziato un’ampia gamma di canali attraverso i quali la politica monetaria può influenzare l’economia (Hannsgen, 2007; Lane, 2022). Inoltre, gli effetti variano considerevolmente quando si va a scorporare il PIL nelle sue componenti, soprattutto quelle autonome, al centro del dibattito di teoria economica per quanto riguarda crescita e occupazione.

Le esternalità positive derivanti dalle attività di ricerca e sviluppo

The paper initially introduces externalities with discussions on definitions, generative dynamics, classifications, and aspects of market failures. It then subsequently analyzes positive externalities, with particular reference to those from research and development.

The paper, characterized by a literature review and the limitation of the lack of quantitative analysis, contributes to the studies on externalities, particularly positive ones, from research and development, recognizing their rapid diffusion and significant importance in business and social contexts increasingly characterized by growing interaction also resulting from the global economy and digitalization.

Il paper introduce inizialmente le esternalità con trattazioni su definizioni, dinamiche generative, classificazioni e aspetti riferiti ai fallimenti di mercato. Successivamente vengono analizzate le esternalità positive, con particolare riferimento a quelle derivanti dalla ricerca e dallo sviluppo.

Il paper, caratterizzato da una revisione della letteratura e dal limite della mancanza di analisi quantitative, contribuisce agli studi sulle esternalità, in particolare quelle positive, derivanti dalla ricerca e dallo sviluppo, riconoscendone la rapida diffusione e la significativa importanza in contesti imprenditoriali e sociali sempre più caratterizzati da una crescente interazione anche derivante dall’economia globale e dalla digitalizzazione.

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