Sui rischi dell’inflazione degli stock di ricchezza finanziaria

After the great crisis of 2007-2008, the average stock prices of financial wealth (stocks and securities) on the major stock markets have been characterized by a continuous growth that the economists are still struggling to explain. In this paper we propose an interpretation and a subsequent empirical review of the phenomenon that is based on a complete re-formulation of the quantum theory of the money. According to it, wealth stock inflation is an indirect effect of an excess of production capacity in the real economy and the associated process of creating new money.

Ridurre il costo del lavoro per rilanciare l’economia: una ricetta sbagliata

La letteratura economica prevalente insiste sulla riduzione del costo del lavoro come strumento di crescita e competitività. Questo lavoro ribalta questa concezione analizzando il caso italiano dagli anni ’60 ai nostri giorni. Sostiene infatti – supportato da un’analisi empirica che tiene conto delle dinamiche del sistema economico nel lungo periodo – che, al contrario, la continua riduzione del costo del lavoro ha fornito alle imprese un ampio bacino di lavoratori sottopagati, ha disincentivato investimenti e riorganizzazioni produttive e favorito la diffusione di attività a basso valore aggiunto, contribuendo al declino di crescita e produttività del Paese.

L’impatto della politica monetaria sugli investimenti residenziali

Gli ultimi decenni hanno visto l’alternarsi di vari cicli di politica monetaria, dalla fase fortemente espansiva a seguito della crisi del 2008, alla fase restrittiva a seguito del periodo inflattivo post-pandemico. Gli effetti di queste politiche non sempre hanno soddisfatto le aspettative dei policymaker, aprendo un dibattito sull’efficacia delle stesse. Studi diversi, condotti da differenti prospettive teoriche, hanno evidenziato un’ampia gamma di canali attraverso i quali la politica monetaria può influenzare l’economia (Hannsgen, 2007; Lane, 2022). Inoltre, gli effetti variano considerevolmente quando si va a scorporare il PIL nelle sue componenti, soprattutto quelle autonome, al centro del dibattito di teoria economica per quanto riguarda crescita e occupazione.

Intervento straordinario nel Mezzogiorno e modo di regolazione fordista

L’intervento straordinario nel Mezzogiorno ha rappresentato la principale forma di intervento dello Stato come soggetto di direzione, controllo e coordinamento dell’attività economica in Italia. Esso è diventato quindi, per i keynesiani, il principale emblema della concretizzazione di un’economia mista in Italia, mentre nella vulgata neoliberista esso è l’emblema dell’inefficienza dell’intervento diretto dello Stato nell’economia di mercato.
Nel paper, ai fini di una adeguata valutazione dei pregi e dei limiti dell’intervento straordinario, si fa ricorso ad alcune categorie concettuali proposte dalla Scuola francese della teoria della regolazione, applicandole all’interpretazione delle diverse fasi in cui può essere scomposta la sua parabola.

Il Piano del mare e le Isole minori. Qualche proposta

Le Isole marittime minori italiane sono territori meravigliosi, mete di flussi turistici che portano grande ricchezza me che rischiano di creare forti divaricazioni sociali ed economiche e meccanismi di espulsione per i residenti. La sensibilità per questi problemi negli ultimi anni è andata crescendo, il Piano del mare può rappresentare uno strumento per coordinare alcune possibili soluzioni.

La corsa al riarmo: i dati e le prospettive

Secondo l’accordo siglato all’Aja il 24 giugno 2025, i paesi aderenti alla NATO (tranne la Spagna a cui è stata concessa maggiore flessibilità) sono obbligati ad aumentare le loro spese militari fino al 5% del PIL entro il 2035, ammontare suddiviso in due componenti: 3,5% destinato alla “difesa pura” (ad esempio, armamenti, ricerca e sviluppo), 1,5% destinato a investimenti più ampi nel campo della sicurezza, come la cyber sicurezza e le infrastrutture critiche (reti energetiche, telecomunicazioni). Questa scelta si inserisce nello scenario di una corsa al riarmo generalizzata e caratterizzata dall’esplosione di conflitti di lunga durata. É quindi necessario definire il quadro attuale delle spese militari, non solo tra i paesi aderenti al Patto Atlantico, cercando di evidenziare le caratteristiche dell’attuale corsa al riarmo, anche nel contesto delle scelte politiche compiute dall’Unione Europea e dei conflitti in corso in Ucraina e nel Medio Oriente. Una ricognizione preliminare dei dati, non facilmente reperibili perché dispersi in diverse fonti, è quindi necessaria per fornire un quadro oggettivo della situazione del riarmo (paragrafo 1). Occorre poi capire quali cause economiche e politiche spiegano la corsa al riarmo iniziata un decennio fa, e questo è l’oggetto del secondo paragrafo, che fornisce una rassegna critica di questa nuova fase della politica internazionale. Considerazioni finali concludono il lavoro.

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