Le esternalità positive derivanti dalle attività di ricerca e sviluppo

The paper initially introduces externalities with discussions on definitions, generative dynamics, classifications, and aspects of market failures. It then subsequently analyzes positive externalities, with particular reference to those from research and development.

The paper, characterized by a literature review and the limitation of the lack of quantitative analysis, contributes to the studies on externalities, particularly positive ones, from research and development, recognizing their rapid diffusion and significant importance in business and social contexts increasingly characterized by growing interaction also resulting from the global economy and digitalization.

Il paper introduce inizialmente le esternalità con trattazioni su definizioni, dinamiche generative, classificazioni e aspetti riferiti ai fallimenti di mercato. Successivamente vengono analizzate le esternalità positive, con particolare riferimento a quelle derivanti dalla ricerca e dallo sviluppo.

Il paper, caratterizzato da una revisione della letteratura e dal limite della mancanza di analisi quantitative, contribuisce agli studi sulle esternalità, in particolare quelle positive, derivanti dalla ricerca e dallo sviluppo, riconoscendone la rapida diffusione e la significativa importanza in contesti imprenditoriali e sociali sempre più caratterizzati da una crescente interazione anche derivante dall’economia globale e dalla digitalizzazione.

Intervento straordinario nel Mezzogiorno e modo di regolazione fordista

L’intervento straordinario nel Mezzogiorno ha rappresentato la principale forma di intervento dello Stato come soggetto di direzione, controllo e coordinamento dell’attività economica in Italia. Esso è diventato quindi, per i keynesiani, il principale emblema della concretizzazione di un’economia mista in Italia, mentre nella vulgata neoliberista esso è l’emblema dell’inefficienza dell’intervento diretto dello Stato nell’economia di mercato.
Nel paper, ai fini di una adeguata valutazione dei pregi e dei limiti dell’intervento straordinario, si fa ricorso ad alcune categorie concettuali proposte dalla Scuola francese della teoria della regolazione, applicandole all’interpretazione delle diverse fasi in cui può essere scomposta la sua parabola.

Output potenziale vs piena occupazione: implicazioni per l’economia italiana di un cambio di paradigma

Nel 2024 sono state introdotte nuove regole fiscali a cui gli Stati dell’Unione Europea devono conformarsi. Tali regole, tuttavia, appaiono nella sostanza molto simili alle precedenti e non sembrano risolvere i limiti già evidenziati dall’European Fiscal Board (2019). Oltre a discutere criticamente queste nuove regole, il presente contributo testa l’effetto di una politica alternativa, orientata al raggiungimento di un basso tasso di disoccupazione, sulle principali variabili di finanza pubblica rilevanti per le valutazioni della Commissione europea. Il caso di studio riguarda l’Italia, scelta sia per il peso della sua economia sia per il ruolo paradigmatico nell’esperienza di austerità, e che, quindi, riteniamo sia meritevole di un’analisi approfondita.

La corsa al riarmo: i dati e le prospettive

Secondo l’accordo siglato all’Aja il 24 giugno 2025, i paesi aderenti alla NATO (tranne la Spagna a cui è stata concessa maggiore flessibilità) sono obbligati ad aumentare le loro spese militari fino al 5% del PIL entro il 2035, ammontare suddiviso in due componenti: 3,5% destinato alla “difesa pura” (ad esempio, armamenti, ricerca e sviluppo), 1,5% destinato a investimenti più ampi nel campo della sicurezza, come la cyber sicurezza e le infrastrutture critiche (reti energetiche, telecomunicazioni). Questa scelta si inserisce nello scenario di una corsa al riarmo generalizzata e caratterizzata dall’esplosione di conflitti di lunga durata. É quindi necessario definire il quadro attuale delle spese militari, non solo tra i paesi aderenti al Patto Atlantico, cercando di evidenziare le caratteristiche dell’attuale corsa al riarmo, anche nel contesto delle scelte politiche compiute dall’Unione Europea e dei conflitti in corso in Ucraina e nel Medio Oriente. Una ricognizione preliminare dei dati, non facilmente reperibili perché dispersi in diverse fonti, è quindi necessaria per fornire un quadro oggettivo della situazione del riarmo (paragrafo 1). Occorre poi capire quali cause economiche e politiche spiegano la corsa al riarmo iniziata un decennio fa, e questo è l’oggetto del secondo paragrafo, che fornisce una rassegna critica di questa nuova fase della politica internazionale. Considerazioni finali concludono il lavoro.

Il Codice degli Appalti dal 2017 al 2025 e la tela di Penelope

Il sistema delle regole negli investimenti pubblici – ossia l’insieme delle norme, procedure e standard che guidano l’allocazione delle risorse – è considerato un fattore cruciale per l’efficacia, l’efficienza e la sostenibilità delle politiche di investimento. Secondo la letteratura scientifica, la “buona regolazione” non è solo un presidio anticorruzione, ma una leva di crescita (North, 1990; Acemoglu & Robinson, 2012). Non a caso il rischio regolatorio è uno degli elementi più analizzati nei rating Paese (Moody’s, 2022) e il continuo cambiamento del contesto normativo di riferimento, ovvero l’incertezza del sistema delle regole, è ritenuto da più parti uno dei principali punti di debolezza nella crescita degli investimenti pubblici e quindi del sistema economico.

Trump e lo scoglio dei saldi macroeconomici settoriali

The Trump administration’s strategy to reduce the US foreign deficit by imposing tariffs on American imports is creating significant disruptions in the financial markets and in the chancelleries of US allies (former?). An analysis based on the concept of sectoral macroeconomic balances highlights a complex set of contradictions that will hardly allow the Washington government to achieve its declared objectives.

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