Dal Green Deal all’Industrial Deal: Ripensare la Regolamentazione per Aumentare la Competitività Europea?

L’articolo analizza il cambio strategico dell’Unione Europea dal Green Deal al Clean Industrial Deal (CID), una svolta determinata a causa delle crisi geopolitiche, pressioni economiche per il rilancio della competitività e un cambiamento politico che ha determinato una svolta a destra all’interno delle istituzioni dell’UE. Il nuovo quadro strategico dà priorità ad una nuova concettualizzazione di “competitività sostenibile” e a un significativo impulso rispetto alla semplificazione amministrativa per ridurre gli oneri amministrativi e sostenere l’iniziativa industriale. I pacchetti omnibus di iniziative legate alla semplificazione introducono alcune modifiche chiave alla Direttiva sulla Rendicontazione della Sostenibilità Aziendale (CSRD), al principio della Due Diligence, al Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (CBAM) e propongono la modifica delle disposizioni sulla Responsabilità Civile a livello UE.. I sostenitori inquadrano queste azioni come un miglioramento della regolamentazione per garantire gli obiettivi verdi con meno oneri. Tuttavia, i critici sostengono che ciò costituisca una deregolamentazione che mina l’ambizione originale del Green Deal, indebolisce la responsabilità aziendale e rischia di creare incertezza normativa annullando protezioni chiave per la sostenibilità. La tensione centrale rimane quella di bilanciare la vitalità industriale con l’impegno ecologico iniziale dell’UE.

Il Manifesto di Ventotene per una rilettura critica dell’Europa reale

Nel Manifesto di Ventotene l’europeismo si connette in maniera indissolubile con la storia dell’antifascismo e con la lotta per l’emancipazione sociale: per questo esso deve essere difeso da coloro che ne avversano il retroterra politico e culturale, ma anche da coloro che lo utilizzano per giustificare qualunque realizzazione politica ed istituzionale del processo di integrazione. Perché l’Europa può essere il campo di battaglia in cui il compromesso tra capitale e lavoro proprio del modello democratico sociale viene sconfitto, ma anche il luogo in cui esso può salvarsi dalle tempeste della globalizzazione e della de-globalizzazione assumendo una forma sovranazionale.

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